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Joan Guerrero

Gli occhi dei poveri

Spagna


Chiesetta dell'Angelo


Sono nato a Tarifa nel 1940.
Mi ha segnato profondamente il vento dei due mari che si uniscono nello Stretto.
Sono un albero trapiantato che ha messo radici in Catalogna.
Il neorealismo italiano mi ha portato alla fotografia e a documentare il sociale e le sue bellezze.
La scuola migliore per essere un fotografo della realtà è quella di mescolarsi con le persone.
In gioventù lavorai duramente in una fabbrica di mattoni e con i primi risparmi comprai la prima fotocamera, che dovetti poi vendere per pagare il mio viaggio di emigrante.
Sono stato un uomo fortunato e ho sempre cercato di imparare, anche nelle situazioni più difficili.
I miei modelli in fotografia vanno da Cartier-Bresson a Salgado fino a Rossellini, Bergman, Bunuel e, per strano che possa sembrare, fino a Beethoven, Alfredo Zitarrosa, Atahualpa Yupanqui… e specialmente don Antonio Machado.
A 36 anni ho cominciato a pubblicare le mie immagini.
La fotografia mi ha avvicinato all’anima delle persone.
Con questo lavoro “LOS OJOS DE LOS POBRES” assieme a Pedro Casaldàliga, è cominciata per me una nuova tappa come fotografo e come persona.
Continuerò come sempre a seguire i passi del vento, la salsedine e la terra.

Joan Guerrero

Joan Guerreo

Pedro Casaldáliga Plá, vescovo cattolico e teologo spagnolo naturalizzato brasiliano. Religioso dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria.
Seguace e voce della Teologia della Liberazione, ha assunto come motto per il suo stemma: “Nada possuir, nada carregar, nada pedir, nada calar e, sobretudo, nada matar”
(Nulla possedere, nulla prendere a carico, nulla chiedere, nulla tacere e soprattutto non uccidere nessuno).
Poeta e autore di vari libri, durante la dittatura militare in Brasile, fu minacciato di morte diverse volte (clamorosa la sera dell’11 ottobre 1976, nella quale fu ucciso padre João Bosco Burnier) e di espulsione dal Brasile.

Da quando è partito per l’Amazzonia non è più tornato.
Un uomo dall’aspetto fragile che ha fatto sentire la sua voce in difesa dei poveri tra i poveri. Un uomo di pace ma anche un poeta. Nei suoi versi si ascolta il rumore profondo dell’Amazzonia e la voce di chi non ha voce.

 

 

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